spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 5 agosto 2013

UN PIEDE IN DUE SCARPE...LA GOVERNABILITA' ANTICOSTITUZIONALE

Le condizioni del Pdl a Napolitano: “Ecco le nostre esigenze da soddisfare”

Renato Brunetta e Renato Schifani hanno incontrato il capo dello Stato per spiegare la posizione del Popolo della Libertà dopo la manifestazione in via del Plebiscito e la condanna del leader. Subito dopo lo stato maggiore del partito si è riunito con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli. La Santanchè: "Il problema è la democrazia, non il governo"

Renato Brunetta e Renato Schifani
Il concetto, espresso anche dai capigruppo al Colle, è quello della “agibilità politica“. E di questo si ragiona a palazzo Grazioli: trovare una soluzione consona affinché il leader del Pdl possa avere il più possibile margini di manovra nel momento in cui scatterà l’esecuzione della pena dopo la conferma della condanna da parte della Cassazione. Ecco perché al di là delle rassicurazioni la tensione resta immutata. Determinanti diventeranno i prossimi giorni. Oggi a Palazzo Chigi il capo del governo incontrerà il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Tra i temi in agenda i prossimi provvedimenti economici a partire da Imu e Iva. Due misure su cui Berlusconi è particolarmente attento ed indisponibile a compromessi al ribasso.
Quello che Brunetta ha detto al capo dello Stato era stato già in qualche modo anticipato con una lettera che il capogruppo alla Camera ha pubblicato sul Giornale in relazione alla questione decadenza e alla riforma della giustizia: “Come trarre ex malo bonum? Come cittadino, ciascuno di noi, ha certamente a disposizione le possibilità offerte dall’iniziativa radicale di referendum abrogativi su vari profili della mala giustizia. Ma serve un’iniziativa anche della politica.Un’assunzione di responsabilità. E questa iniziativa, ancora una volta, ce l’ha indicata il Capo dello Stato. Allorché, con le dichiarazioni a seguito della sentenza della Cassazione, ha evocato il lavoro dei saggi da lui incaricati nell’aprile scorso per studiare i termini di una riforma dello Stato e della giustizia. Il presidente Napolitano ha ragione, le proposte dei saggi sono un ottimo punto di partenza. Sono il viatico per l’inizio di quella pacificazione di cui l’Italia ha bisogno e di cui il presidente si è fatto garante all’inizio del proprio secondo mandato. Piuttosto che – scrive Brunetta – reagire scompostamente con dichiarazioni provocatorie che hanno l’unico effetto di confermare le difficoltà interne, i leader del Pd dovrebbero prendere sul serio le dichiarazioni del presidente della Repubblica. Diamo veste normativa alle proposte dei saggi. Ripristiniamo l’equilibrio costituzionale. Chiudiamo questi vent’anni di guerra ideologica. Ex malo bonum”.
La soluzione politica appare la più semplice all’ex ministro della Funzione pubblica che intravede in caso contrario un peggioramento della situazione: “L’alternativa – prosegue Brunetta sul Giornale di famiglia – è continuare con un logoramento che finirà per travolgere tutti, minare la stabilità del governo del paese, nel momento in cui più grande è il bisogno di stabilità per raccogliere le opportunità offerte dalla timida ripresa. Un’opportunità è offerta già dalle prossime ore. La giunta per le elezioni del Senato è chiamata a pronunziarsi sulla decadenza di Berlusconi a seguito della condanna e in applicazione della legge Severino-Monti. Ma quella legge, come messo in luce anche dalla dottrina, presenta forti dubbi di costituzionalità. Perché si tratterebbe di applicare la sanzione dell’ineleggibilità a fatti precedenti all’entrata in vigore della legge. Un’applicazione retroattiva di una legge sugli effetti di una condanna penale. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo lo vieta. E la Costituzione italiana impone che quella convenzione sia rispettata. Evitiamo una guerra per bande anche su questo punto. Dimostriamo tutti senso di responsabilità. Cogliamo l’occasione: ex malo, bonum”.

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