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martedì 14 gennaio 2014

Egitto vota per Costituzione, almeno 8 morti. Ordine di sparare a forze speciali

Egitto, si vota sulla Costituzione. Scontri in piazza, otto morti

Il Cairo, 14 gen.




Sale a otto morti il bilancio degli scontri che si registrano in tutto l'Egitto, in occasione del referendum sulla nuova Costituzione. Lo afferma l'inviato della tv satellitare al-Jazeera, che cita fonti mediche locali.
L'emittente precisa che metà delle vittime si concentra a Sohag, nell'Egitto centrale. In precedenza, il quotidiano al-Ahram parlava di cinque vittime confermate dalle autorità egiziane: una a Nasser, nel governatorato settentrionale di Beni Suef, tre a Sohag, una nella zona di Nahya a Giza, alle porte del Cairo.
Le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato alcuni giornalisti di al-Jazeera a Giza, sequestrando loro le telecamere. Lo ha riferito il sito web del quotidiano 'Al-Ahram', precisando che i giornalisti si trovano in Egitto per seguire il referendum. Al-Jazeera è da tempo nel mirino delle autorità egiziane che accusano la tv di stato del Qatar di faziosità a favore dei Fratelli Musulmani. Dopo la destituzione del presidente Mohamed Morsi, appartenente alla Fratellanza, gli uffici del network al Cairo sono stati chiusi e almeno cinque giornalisti arrestati.
I 30.317 seggi si sono aperti alle 9 ora locale per permettere ai 52.742.139 egiziani registrati di votare al referendum sulla Costituzione emendata rispetto a quella redatta nel 2012 sotto la presidenza di Mohammed Morsi. I seggi restano aperti fino alle 21 di martedì e con lo stesso orario mercoledì.
Per l'alta affluenza in tarda mattinata - fa sapere il sito di al-Ahram - la Commissione elettorale suprema ha annunciato di aver aperto seggi supplementari. La Commissione elettorale fa inoltre sapere di aver ricevuto segnalazioni da alcuni seggi che le procedure di voto si stavano svolgendo con estrema lentezza e per questo ha inviato altri giudici e funzionari pubblici per assistere quelli già in servizio.
Poco dopo l'apertura dei seggi hanno votato a Heliopolis, a nord-est del Cairo, il primo ministro egiziano Hazem El-Beblawi e il presidente Adly Mansour. Al termine del voto, El-Beblawi ha diffuso un comunicato stampa nel quale invita la popolazione a non aver paura a esprimere la propria posizione rispetto alla Carta fondamentale. In quest'ottica, il premier egiziano ha garantito che per l'incolumità degli elettori è stata dispiegata la sicurezza massima schierando 200mila poliziotti, 150 uomini dell'unità centrale di sicurezza e 200 del reparto antisommossa davanti ai seggi. Davanti alle telecamere che riprendevano le sue operazioni di voto al seggio, Mansour ha detto: "La Nazione dovrebbe dimostrare ai terroristi che non ha paura", facendo riferimento ai Fratelli Musulmani, dichiarati il mese scorso dalle autorità "organizzazione terroristica".
Il Papa copto Tawadros II è stato il primo a esprimere il proprio voto nel seggio aperto nel distretto di Abbasiya in centro al Cairo. Il capo della Chiesa copta ortodossa aveva in precedenza dichiarato il suo voto a favore della Carta fondamentale, affermando che ''porterà all'Egitto grande prosperità''. Per la componente cristiana della società egiziana, strenua sostenitrice del governo ad interim e oppositrice del deposto presidente islamico Mohammed Morsi, la bozza di Costituzione impegna ''il Parlamento a emanare una legge per organizzare costruzione e ristrutturazione di chiese, garantendo ai cristiani la libertà di praticare i loro riti religiosi".
Anche il capo delle Forze Armate e ministro della Difesa Abdel-Fattah al-Sisi si è recato in un seggio elettorale a Heliopolis, quello di al-Kholafaa al-Rashedin. Qui, come riferisce sempre al-Ahram online, è stato accolto calorosamente dagli elettori in fila per esprimere il proprio voto. In quanto militare, al-Sisi non ha però potuto votare.

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