spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 27 gennaio 2014

LE TESTIMONIANZE SULLA FOLLIA DEL RAIS LIBICO GHEDDAFI

“Gheddafi stuprava minorenni. Nelle ‘stanze segrete’ jacuzzi, film porno e aborti”

In un documentario di Bbc4 in onda il 4 febbraio, le testimonianze sugli schiavi sessuali del Rais. Reclutava giovani uomini e donne nelle scuole, li faceva torturare e abusava di loro, tra viagra, alcol e cocaina

“Gheddafi stuprava minorenni. Nelle ‘stanze segrete’ jacuzzi, film porno e aborti”
Molti, assicura il documentario del canale britannico che andrà in onda il 3 febbraio, erano vergini quando vennero rapiti. Prigionieri nelle stanze segrete dell’Università di Tripoli o in vari palazzi del potere, per anni furono alla mercé del colonnello, dei suoi figli e degli affiliati al regime. Senza possibilità alcuna diriscatto perché chi riusciva a scappare o sopravviveva, il più delle volte era ripudiato dalla sua stessa famiglia: le violenze subite erano considerate un danno all’onore. Come riferisce in esclusiva il quotidianoDaily Mail, in queste stanze le ragazze venivano costrette a guardare film porno per essere “educate” a quello che dopo veniva richiesto dal raìs. Una delle camere mostrate dal documentario, in stile anniSettanta con annessa Jacuzzi, ha accanto anche una sorta di “suite ginecologica” completamente attrezzata, dove ragazzi e ragazze venivano controllati per verificare se avessero malattie sessualmente trasmissibili prima che Gheddafi potesse abusare di loro. E dove si praticavano perfino aborti, quando era necessario.
Il quotidiano britannico racconta il “modus operandi” del dittatore per scegliere le sue vittime. Le invitava ad eventi e sceglieva a piacere. Dopo, i suoi uomini tornavano a sequestrarli. “Alcuni avevano solo 14 anni”, racconta al giornale online un insegnante di una scuola di Tripoli. “Semplicemente prendevano le ragazze che volevano. Non avevano coscienza, morale, pietà, anche se si trattava di una bambina”. Una madre addirittura denuncia di come la sua famiglia si fosse messa alla ricerca della figlia scomparsa, per poi ritrovarla solo tre mesi dopo, morta, in un campo. E la paura ancora oggi è dilagante, tanto che molte famiglie hanno paura di parlare della questione apertamente, forse timorosi di ripercussioni nei loro confronti.
“Ad abusare delle ragazze per la prima volta era sempre il dittatore che poi le passava, come oggetti usati, a uno dei suoi figli o a qualche alto funzionario”, racconta la psicologa di Bengasi Seham Sergewa, che ha intervistato decine di vittime per il Tribunale Penale Internazionale. Ma tra le perversioni di Gheddafi, raccontate dalla BBC e riportate sempre dal quotidiano inglese, c’è anche la sua ossessione di essere al centro del mirino dei nemici politici. Come quando un chirurgo brasiliano venne condotto in segreto, nel cuore della notte, in un bunker di Tripoli per un’operazione di liposuzione alla pancia e un ritocco al viso, tutto senza anestesia generale, per paura di essere avvelenato. Tra le testimonianze anche quella di “un’amazzone” del Raìs, che ammette di averlo adorato. Fin quando una mattina fu costretta, insieme alle altre donne della guardia, a presenziare e tifare durante una fucilazione di massa di 17 studenti, da parte degli uomini dell’esercito libico. Altre voci terribili, infine, come quella di una ragazza violentata davanti al padre per punizione. L’ultima follia poi fa riferimento alle presunte voci secondo le quali Gheddafi amasse far congelare i corpi degli uomini che aveva fatto uccidere, così da poterli esporre come trofeo.