spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

sabato 4 gennaio 2014

Giulietto Chiesa: ma il nemico è Bruxelles, non l’Europa

Giulietto Chiesa: ma il nemico è Bruxelles, non l’Europa



«Voglio un’Europa democratica e solidale, giusta e pacifica, forte abbastanza per contare nell’arena mondiale», nonché «libera da ogni alleanza militare». Problema: «Nessuno dei nemici giurati dell’Europa e dell’euro dice queste cose: e questa è la ragione principale che mi fa diffidare di loro – di tutti, siano essi di destra o di sinistra». Giulietto Chiesa avverte: questa Unione Europea è indifendibile, ma il coro che sta salendo – in vista delle decisive elezioni europee del maggio 2014 – rischia di confondere le acque, promuovendo nazionalismi isterici e pericolose xenofobie. E’ il capolavoro finale dell’euro, moneta non più a disposizione degli Stati ed emblema di un sistema oppressivo. Nel suo “Manifesto per l’Europa”, firmato da grandi economisti come Bruno Amoroso, il laboratorio politico “Alternativa” propone un deciso ritorno alla sovranità finanziaria, attraverso la conquista di un governo finalmente democratico del continente: abolire il potere della Commissione Europea, da sostituire con un esecutivo legittimo, eletto dal Parlamento Europeo. Senza questo ripristino della legalità democratica, ogni scorciatoia può diventare pericolosa.
«Difendere questa Europa è impossibile», premette Giulietto Chiesa in un intervento su “Megachip”. «È divenuta una struttura autoritaria, che Giulietto Chiesaconserva solo un cerimoniale democratico. Maggiordomi, camerieri, camarlenghi, servitori di camera, affaristi, campanari, prostituti, talvolta semplici illusi che vengono guidati per mano da lobby potenti e astute. Che fungono a copertura per poteri che nessuno ha mai eletto e che non desiderano neppure di essere eletti: non ne hanno bisogno, per comandare». Dunque, «questa Unione Europea è da combattere con tutte le forze di cui disponiamo». Nessun dubbio: «Questa è un’Europa contro i popoli, un’Europa delle banche e dei mercati, un’Europa che prepara guerra e si nutre di ingiustizie». Ma al tempo stesso il presidente di “Alternativa” chiarisce: «Noi non siamo per “nessuna Europa”, siamo per “un’altra Europa”». Una «differenza da tenere alta, come uno scudo che ci impedisca di essere insozzati dagli schizzi di stupidità», in arrivo nei prossimi mesi. «Perché è ormai pieno di partiti e movimenti, in tutti i paesi europei, che puntano direttamente e semplicemente a cancellare l’Europa: non in nome dei popoli, ma di un nazionalismo di ritorno, virulento, ottuso come sempre lo sono i nazionalismi, xenofobo, separatista, bellicoso».
«Noi non intendiamo confonderci con questa robaccia di scarto», sottolinea Chiesa, «ma saremmo ingenui se la sottovalutassimo: perché cresce come la gramigna, come la spazzatura e i rifiuti che sono ormai troppi». “Spazzatura” che già «cerca di organizzarsi in sistema anch’essa», e cresce ovunque, da nord a sud. «È la risposta reazionaria alla reazione finanziaria che ci governa». Dal partito dei Finnici, i Veri Finlandesi, al Front National di Marine Le Pen (già in testa ai sondaggi), dal Partito della Libertà dell’olandese Geert Wilders, che Chiesa definisce «razzista», ai Democratici Svedesi, al Vlaams Belang; dallo Jobbik ungherese fino all’Alba Dorata greca. «Per arrivare ai più rispettabili (si fa per dire) Independence Party britannico, e alla Alternative Für Deutschland». L’elenco è più lungo. «Ve la figurate un’Europa fatta di staterelli più o meno grandi, che chiudono le frontiere interne, che cominciano a disputarsi territori contesi, che deportano gl’immigrati, che segregano le minoranze etniche e linguistiche al loro interno? Saremmo in un inferno, altro che Erasmus!».
Tutti questi partiti e movimenti «si muovono con la bandiera innestata dell’uscita dall’Europa e, naturalmente, dall’euro», che è sicuramente «una tagliola, un cappio scorsoio che c’impicca». Ma attenzione: l’euro è una conseguenza, non la causa. E’ uno degli strumenti di potere dell’élite che si è impadronita del nostro destino. Se si tiene conto del fatto che «la crisi del debito non è nata con l’euro», allora bisogna sapere che la sola uscita dall’euro «non ci salverà», se poi il vero potere resterà nelle mani dell’attuale super-casta mondiale, coi suoi zelanti “maggiordomi” nazionali. Oggi, però, «l’offensiva contro l’euro è la scorciatoia demagogica più semplice. Tanto semplice che, in Italia, chi la sceglie si troverà a fianco della Lega e di Berlusconi, o dei suoi epigoni. Compagnia sgradevole», come quella «dei vari Paragone di turno, che, venendo dalla Lega, si portano dietro tutto il suo liquame, e che adesso cavalcano il ronzino più comodo per darla a bere al gonzo». Noi, dice il presidente di “Alternativa”, in quella compagnia non vogliamo andare: «Forse (ma non credo) resteremo in minoranza. Ma – in questo caso – meglio soli che male accompagnati».