spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 8 gennaio 2014

PROTESTA RENZI, IL GOVERNO FA DIETROFRONT SUGLI SCATTI DI ANZIANITA'

Scuola, governo in ritirata: “Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro”

Dietrofront dell'esecutivo sugli scatti di anzianità che i docenti avrebbero dovuto rimborsare. Il ministro dell'Istruzione Carrozza "soddisfatta". La decisione dopo l'aut aut di Matteo Renzi che ha definito il provvedimento "assurdo"

Scuola, governo in ritirata: “Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro”
La decisione del governo arriva dopo le dichiarazioni del segretario Pd che sul sito di microbloggingieri aveva criticato il provvedimento (“Questo non è scherzi a parte”) e in mattinata è tornato all’attacco. ”E’ assurdo – ha scritto -. Il governo rimedi a questa figuraccia, subito. Il Pd su questo non mollerà di un centimetro”. Una volta appresa la ritirata dell’esecutivo, Renzi interviene di nuovo: ”Bene il governo: sugli insegnanti cambia versoOra il lavoro: dati Istat devastanti“. Secondo l’Istituto di statistica, infatti, sono 659mila gli under 24 senza un’occupazione. Il dato è in aumento di 0,2 punti rispetto a ottobre e di quattro punti rispetto a novembre 2012. Renzi, poi, annuncia che oggi “ci sarà la bozza del job-act per un dibattito aperto. Il Pd decide il 16 gennaio”. Soddisfatto anche il responsabile della comunicazione Pd Francesco Nicodemo che attribuisce al segretario il successo del dietrofront. “Anche questa volta Matteo Renzi e il Pdhanno rimediato”, osserva. 
Il Mef aveva diramato una nota in cui chiedeva ai docenti di restituire 150 euro al mese allo Stato. Denaro dovuto e atteso da almeno tre anni per chi guadagnava tra i 1300 e i 1700 euro dopo almeno venti anni di anzianità. Insegnanti che, nel 2013, pensavano di essere finalmente usciti dal tunnel del congelamento degli scatti deciso nel 2010 dal governoBerlusconi. Nei due mesi tradizionali per gli insegnanti, aprile e settembre, i docenti interessati si sono visti così accreditare gli scatti dovuti e a cui erano stati costretti a rinunciare per tre anni.