spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 2 settembre 2013

IN CASO DI UNA "GUERRA TOTALE", L'EUROPA SARA' LA PRIMA AD ESSERE COLPITA..

Siria, Mosca: ‘Gas? Dubbi su prove Usa’. Vaticano: ‘Rischio guerra mondiale’

Per il Cremlino i documenti di Washington sulle armi chimiche presentano "molte incongruenze. Restano moltissimi dubbi". Anche la Cina è contraria a un attacco militare contro il regime di Assad. Il ministro della Difesa Mauro: "Bene pausa di riflessione". Secondo la Lega araba si tratta di una nuova "guerra fredda" e dallo Stato pontificio temono che il conflitto "deflagri in altri Paesi"

Siria, Mosca: ‘Gas? Dubbi su prove Usa’. Vaticano: ‘Rischio guerra mondiale’
Cresce anche il timore del Vaticano che, dopo le dure parole di papa Bergoglio durante l’Angelus, ribadisce per voce di monsignor Mario Toso, del dicastero vaticano Giustizia e Pace, l’urgenza di una soluzione diplomatica per evitare che il conflitto sfoci in una “terza guerra mondiale” mentre per la Lega araba le tensioni tra Usa e Russia segnano l’inizio di una nuova forma di “guerra fredda”. Il segretario Nabil Arabi chiede che “tutte le iniziative punitive contro il regime siriano siano nell’ambito della carta Onu e l’accordo per il bando all’uso delle armi chimiche” e l’associazione dei Paesi arabi, pur non essendo certa che i gas siano stati usati da Assad, aggiunge che in ogni caso “la responsabilità ricade sul governo in carica, che deve proteggere il popolo siriano”.
Washington è convinta che l’uso di armi chimiche abbia provocato la morte di almeno 1.429 civili e che la responsabilità sia del governo, ma Lavrov replica: “Non ci sono fatti, ci sono semplicemente dichiarazioni che loro sanno per certo. E quando voi chiedete delle conferme più dettagliate – ha aggiunto – loro dicono che è tutto segreto e che per questo non possono farci vedere nulla: vuol dire che non vi sono elementi per la cooperazione internazionale”. Per Lavrov “anche quello che ci hanno fatto vedere in precedenza e ultimamente i nostri partner americani, come pure quelli britannici e francesi, non ci convince assolutamente”.
Soluzione diplomatica e Ginevra 2 – Inoltre, “Russia e Cina sono esclusivamente per soluzioni diplomatiche” e sono “contrarie al ritorno al linguaggio degli ultimatum e alla rinuncia del negoziato”, a differenza della linea di Obama che vorrebbe intervenire con un’azione militare a Damasco dopo l’ok delCongresso e anche senza il via libera dell’Onu, che comunque non arriverebbe a causa del veto dellaRussia. E nel caso di un possibile attacco americano, la Russia minaccia di fare saltare la conferenza di Ginevra 2, la riunione prevista da mesi per discutere della crisi siriana. Lavrov ha accusato coloro che appoggiano “la soluzione militare” di non avere interesse per i risultati delle indagini dell’Onu sul presunto utilizzo di armi chimiche da parte del governo siriano. Le accuse contro il regime di Bashar al-Assad, ha detto, “non si giustificano con nulla”.
Il presidente Obama sta cercando di convincere gli americani e il resto del mondo che sia necessaria un’azione militare in risposta agli attacchi chimici, ma finora solo la Francia fra le potenze mondiali ha dato il suo pieno appoggio. Il Regno Unito ha infatti respinto i piani per l’uso della forza la scorsa settimana dopo una votazione in Parlamento. Intanto l’esercito siriano, come ha riferito un alto responsabile dei servizi di sicurezza di Damasco, permane in stato di allerta anche se la minaccia di un attacco americano si è allontanata. “L’aggressione americana contro la Siria – ha detto – se avverrà, è una forma di sostegno al terrorismo. L’esercito è in stato di allerta e vi resterà fino a quando il terrorismo sarà completamente sradicato”.
Cina: “Usa non eseguano azioni solitarie” – Anche la Cina, insieme con la Russia, blocca qualsiasi azione Onu che possa portare alla caduta del governo del presidente siriano Bashar Assad. Per Pechinoqualunque risposta agli attacchi chimici dovrà essere conforme alla Carta delle Nazioni unite e ai principi fondamentali alla base delle relazioni internazionali. “La Cina ritiene che la risoluzione politica sia il solo modo realistico di risolvere la questione siriana”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cineseHong Lei, nel corso della sua tradizionale conferenza stampa. “La Cina è molto preoccupata dai piani Usa per l’avvio di azioni militari unilaterali”, ha proseguito Hong, aggiungendo che la comunità internazionale deve “evitare di complicare la questione siriana e trascinare il Medioriente verso ulteriori disastri”.
Vaticano: “Rischio terza guerra mondiale - La tensione sul piano internazionale allarma anche lo Stato pontificio che invita a escludere l’intervento armato per evitare lo scoppio di una terza guerra mondiale. Con un attacco militare, ha spiegato monsignor Mario Toso del dicastero vaticano Giustizia e Pace in un’intervista a Radio vaticana, “la violenza non ne verrebbe diminuita”. Al contrario, prosegue, c’è “il rischio che deflagri e si estenda ad altri Paesi. Il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali”.
“La via di soluzione dei problemi della Siria non può essere quella dell’intervento armato: il conflitto contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali e, in ogni caso, nessuno uscirebbe indenne da un conflitto e da un’esperienza di violenza”. Toso, all’indomani dell’intervento di Papa Francesco che ieri, nel corso dell’Angelus ha proclamato per il 7 settembre una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo, ha aggiunto che “non è mai l’uso della violenza che porta alla pace: la guerra chiama guerra -sottolinea monsignor Toso, riprendendo le parole del Pontefice- anche perché intrappola i popoli in una spirale mortale. La guerra porta in sé una visione distorta del potere inteso come sopraffazione e dominio ed accentua il pregiudizio che tutti cercano di distruggere gli altri. Su tali presupposti, l’altro rimane sempre un antagonista, un nemico da sconfiggere; non sarà mai un fratello. La guerra non finisce mai e le ragioni della giustizia sono disattese”.
Per l’esponente del Vaticano, “occorre cambiare strada e imboccare senza indugio la via dell’incontro e del dialogo che sono possibili sulla base del rispetto reciproco e dell’amore. Al potere ideologico della violenza che annienta l’avversario va sostituito il potere dell’amore che sollecita alla cura di ciò che è comune”.
Mauro: “Bene pausa di riflessione” – Il ministro della Difesa Mario Mauro, parlando a margine del 39esimo Congresso della Commissione internazionale di Storia Militare a Torino, accoglie con favore la “pausa di riflessione” che Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia si sono presi per un eventuale intervento armato in Siria. “Credo che siamo tutti chiamati ad alimentare la speranza di una soluzione politica”, ha spiegato. “Vedo che è in corso un certo contagio di ragionevolezza – ha aggiunto – che non può che fare bene alla comunità internazionale, fermo restando che l’utilizzo di armi chimiche rimane un crimine gravissimo contro l’umanità”.
La speranza di una soluzione politica “credo che l’abbia il parlamento inglese – ha proseguito il ministro Mauro -, assumendosi la responsabilità di un voto che va in questa direzione. Ancor più lo ha fatto il presidente americano che, nonostante abbia prerogative chiare rispetto alla possibilità di impegnare in un intervento armato il proprio Paese, ha preferito rimettersi, nel dialogo con il congresso, all’eventualità di altre opportunità”. Secondo Mauro “è in corso un certo contagio di ragionevolezza che non può che fare bene alla comunità internazionale”. L’utilizzo di armi chimiche rimane “un crimine gravissimo”, ma “credo che la politica abbia questo compito: sperimentare prima, senza dubbi, e con forte determinazione, un’opportunità di convivenza civile per i popoli”.
nota personale:  sono sempre stato convinto che la vera potenza militare sul Pianeta è la Russia, se le armate naziste non fossero state annientate in Russia, gli alleati occidentali non sarebbero mai arrivati a Berlino.