spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

domenica 5 gennaio 2014

UN CONCETTO POLITICO DELL'UNIONE EUROPEA E LA SUA TRASFORMAZIONE IN UN NUOVO IMPERO OCCIDENTALE.

Superstato Europa








In questo articolo vorrei illustrare la mia sintesi sul processo che porterà entro dieci anni l’Unione Europea ad essere un Superstato.  Prima di tutto vorrei  spiegare cosa intendo per Superstato. Esso è un superamento del concetto di stato nazionale, perché per la prima volta nella storia, stati nazionali divisi tra loro da cultura, lingua, rivalità si uniscono per far nascere un’entità statale superiore a loro stessi, senza che per questo ci sia stata una rivoluzione o una guerra.  Adesso mettiamoci nei panni di chi ha voluto  e vuole tuttora la nascita di questo Superstato. Non voglio discutere di chi sia questa volontà, potrebbe essere la volontà della massoneria, di qualche società segreta, dei banchieri, dei tecnocrati o solo una volontà politica, però per questa mia analisi non ci serve sapere chi sia. Chi vuole unire l’Europa, si trovava di fronte a questi stati nazionali, con i loro interessi particolari, con i loro governi centrali e con le loro istituzioni; come si poteva convincere chi ha il potere a cederlo ad una nuova entità sovranazionale? La cosa più semplice è stata fare un’unione economica, attraverso la moneta unica, poi però questo non é bastato per fare dell’Unione Europea un Supestato, servivano due tipi di forze per innescare questo processo: una forza centrifuga e una forza centripeta, quindi un movimento decentralizzatore e un movimento centralizzatore. Sembra paradossale, ma è così che vogliono creare l’Europa stato. Ora il primo movimento centralizzatore è già in atto e sono sicuro che verrà usato fino in fondo, mentre il movimento decentralizzatore è ancora ai suoi inizi e vedremo in futuro quanto sarà ampio. Ma andiamo a spiegare meglio questo concetto. Gli stati nazionali indipendenti, sono il nemico da abbattere per gli Europeisti e come si possono abbattere? In due modi, costringendoli attraverso la trappola del debito a cedere sovranità nazionale e favorendo i movimenti indipendentisti al loro interno per sgretolarne anche la compattezza territoriale. Quindi il cosiddetto spread, costringe attraverso il peso degli interessi sui titoli di stato, gli stati nazionali ad accettare le direttive di austerità dell’Unione Europea e cedere sempre più parti di sovranità agli organismi centrali e favorisce un’unione bancaria ed economica sempre più marcata. La mia previsione è che la crisi in Europa venga  accentuata apposta attraverso il meccanismo perverso dell’austerità, per aggravare la crisi debitoria degli stati nazionali ed arrivare come conclusione a dei titoli di stato europei che risolveranno la crisi del debito ma comporteranno la totale rinuncia della sovranità economica degli stati e la nascita di unministero dell’economia unico. Il favorire movimenti indipendentisti che ritroveranno successo grazie all’aggravarsi della crisi, servirà per dividere gli stati nazionali, così da creare un’Europa delle regioni libera dall’ingombrante potere decisionale e dal veto degli stati nazionali. Esempi di questa spirale sono i referendum ormai prossimi per l’indipendenza di Catalogna e Scozia, ma sono forti gli indipendentismi anche nei Paesi Baschi, nella Bretagna, in Corsica,in Borgogna, nelle Fiandre, in Sardegna, in Sicilia, in Veneto, in Trentino e in Baviera. Il mio pensiero è che se uno di questi riuscirà ad ottenere l’indipendenza, potrebbe innescarsi un effetto domino. L’unico tassello che manca a questi processi di unificazione è la Germania;  anch’essa soffre della crisi e di rigurgiti indipendentisti ma in misura minore rispetto agli altri paesi europei. Quindi, o la Germania si schianterà contro il suo debito nei prossimi mesi e ci raggiungerà in questo vortice di recessione, oppure la Germania potrebbe essere usata come pilastro stabile per favorire il processo di unificazione. Su questo lascio aperta ogni ipotesi. Infine, la mia ultima considerazione è che probabilmente nel giro di due o tre anni, una grande guerra ci riguarderà e questo servirà anche per completare il processo di unificazione con la creazione di un esercito unico, di una politica estera comune e di un presidente europeo con poteri superiori a quelli attuali.
In conclusione, a noi popolo cosa ci aspetta? Ci aspettano anni di forte recessione, di  crisi studiata a tavolino per la creazione di un nuovo grande stato europeo. L’alternativa però non è combattere contro l’Unione Europea e volere il ritorno agli stati e alle monete nazionali, perché da soli non riusciremo mai a combattere in un mondo dove stanno emergendo giganti come Cina e India, la vera alternativa secondo il mio parere personale, è creare un movimento di popolo a livello europeo per creare sì un’Europa unita, ma non l’Europa dei tecnocrati e dei banchieri, ma l’Europa dei liberi popoli Europei divisi in libere regioni ma con un’unico esercito e un’unica politica estera. Questa è l’unica strada per difendere il nostro futuro, perché ora i paesi europei uniti sono la prima potenza economica mondiale, ma ogni anno che passa, i paesi emergenti crescono e se non sapremo essere uniti e compatti ci troveremo ad essere i loro servitori.