spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 30 ottobre 2013

De Rita: la Basilicata affronti la sfida digitale

De Rita: la Basilicata
affronti la sfida digitale


POTENZA
 La Basilicata ha bisogno di affrontare la sfida della rivoluzione digitale, “che non significa possedere dieci tablet e otto smartphone”, ma fondare “l'imprenditorialità di domani su questo settore”: le risorse naturali, inoltre, “da sole non portano sviluppo” ma servono “nuove reti paritarie tra soggetti diversi, comunità, istituzioni, aziende, che non siano solo legate al rapporto tra centro e periferia”. Sono alcune delle tesi illustrate stamani, a Potenza, dal presidente del Censis, Giuseppe De Rita, nel corso del convegno organizzato dalla Uil per presentare il rapporto “Basilicata 2013, uno sguardo nuovo”.

De Rita è stato intervistato dalla giornalista Carmen Lasorella, con domande che hanno spaziato su diversi temi, dalla gestione di petrolio e acqua fino al ruolo delle donne nelle dirigenze pubbliche e private. Il presidente del Censis ha puntato molto sul concetto di identità, riferito alle peculiarità di una comunità: riferendosi agli studi di Umberto Zanotti Bianco realizzati all’inizio del secolo scorso, De Rita ha evidenziato che non è più la semplice cultura a modificare il futuro dei lucani, “ma forse quella specialistica e settoriale, che le compagnie petrolifere possono fornire ben più di autostrade e ospedali”, anche se la Basilicata “anche oggi, dopo un secolo, riesce a ingoiare le novità e a ruminarle, senza però produrre gli effetti attesi”.

Non è mai entrato nei dettagli delle politiche locali, forse per rispetto alla campagna elettorale in corso (e alla presenza in platea di quasi tutti i candidati governatori), ma il presidente del Censis si è lasciato sfuggire una considerazione sulla classe politica nazionali: “Oggi si cavalcano le piccole vicende quotidiane, gli spot del giorno, senza affrontare invece le reali problematiche e la programmazione del futuro – ha detto - e chi punta a gestire questo Paese non è in grado di percepire il rapporto tra identità e mondo circostante”.