spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 30 ottobre 2013

M5S, PARLAMENTO E DISSIDENTI

Grillo contro Letta: "Dice balle". E vede i 'dissidenti' Cinque Stelle

L'ex comico trascorre un'altra giornata tra Camera e Senato, per incontrare i parlamentari del Movimento. Faccia a faccia con gli esponenti dell'ala critica, che alla fine dicono: "Lo strappo non rientra". Napolitano non risponde agli attacchi di ieri. Coccia (Pd): "Su Facebook insulti e minacce da M5S".








"Ma sono loro, questi signori, a creare l'instabilità. È il governo, è Letta che va in televisione a dire balle" spiegando che "c'è un lumicino in fondo alla crisi, ma sono tutte balle". Beppe Grillo fa il bis dopo l'incontro a sorpresa di ieri con i senatori, durante il quale si era scagliato contro il presidente della Repubblica. Un attacco cui Giorgio Napolitano ha scelto di non replicare ("Sono venuto qui a Bari per una riflessione su Mezzogiorno e cultura, di altro non mi occupo'', ha detto a chi gli chiedeva un commento sulla richiesta di impeachment). 

In mattinata il leader M5S è arrivato a Montecitorio e ha sparato a zero sul governo. "Questo Paese affonda alla velocità della luce, se non è già sott'acqua, ed è tenuto in piedi dalle balle che Letta e i ministri vanno a dire in tv", ha insistito, ribadendo l'urgenza di andare subito al voto. Nel caso di sconfitta di M5S alle elezioni, quella di lasciare sarebbe un'ipotesi possibile per Grillo? "Sì - risponde - perché io non sono il leader del Movimento".
Per il numero uno del M5S, è urgente tornare alle urne: "In 6 anni non sono riusciti a modificare la legge elettorale" e ora vogliono fare "il super Porcellum" per tenere fuori il M5S. Quanto alla decadenza di Silvio Berlusconi, Grillo ha detto che M5S "è per il voto palese, il voto segreto è una vergogna". Poi, dopo la bocciatura in Senato della proposta dei Cinque Stelle, che volevano calendarizzare per il 5 novembre il voto dell'aula su Berlusconi: "Hanno rubato così altro tempo, nessuno di noi vuole la testa di nessuno, ma qui ci giochiamo la testa del paese. Parole pronunciate dopo aver assistito alla seduta dalle tribune di palazzo Madama. 

La mattinata era stata dedicata all'incontro con i deputati Cinque Stelle. Un faccia a faccia atteso dopo la 'scomunica' di Grillo e Casaleggio dell'emendamento sull'abolizione del reato di immigrazione clandestina. Un incidente da evitare - è la versione ufficiale - grazie alla nuova applicazione per condividere le proposte di legge con gli iscritti. Ma c'è anche chi si è apertamente ribellato al metodo della 'reprimenda'. Mimmo Pisano, ad esempio, ha fatto notare al leader M5S che non è possibile contrapporre eletti e vertice: "Noi siamo 160 e voi siete 2", ha detto il deputato a Grillo il quale si sarebbe invece appellato al "popolo dei 500 mila iscritti". 

I senatori dissidenti. Ancora più movimento il pomeriggio a palazzo Madama. La senatrice M5S Laura Bignami ha chiesto un incontro con Beppe Grillo minacciando le dimissioni nel caso il leader si fosse sottratto al confronto. Insieme a Bignami, i colleghi Luis Alberto Orellana, Mario Michele Giarrusso, Monica Casaletto, Fabrizio Bocchino, Maurizio Romani, Francesco Molinari e Alessandra Bencini. In altre parole, quasi tutti i senatori considerati 'dissidenti' fatta eccezione per Lorenzo Battista, volato in Giappone per una missione con la propria commissione. Alla fine Laura Bignami avverte: "Lo strappo è ricucito? Io non li faccio rientrare così gli strappi. Andiamo avanti e vediamo che succede tra un mese".

Coccia (Pd): "Su Facebook minacce da M5S".  Intanto scoppia il caso degli insulti e delle minacce rivolte sulla pagina Facebook del parlamentare Simone Valente (M5S)  alla deputata del Pd, Laura Coccia, che annuncia di aver presentato un esposto ai carabinieri. "Il deputato 5 Stelle aveva postato una ricostruzione del tutto parziale e strumentale - dice Coccia - di un mio intervento a proposito della mia dichiarazione di voto contrario in commissione sul tema dell'introduzione del laureato in scienze motorie nella scuola primaria. Emendamento condivisibile nel merito, ma privo di coperture finanziare e la cui approvazione avrebbe sottratto fondi all'edilizia scolastica e al diritto allo studio, ad esempio agli insegnanti di sostegno. Da questo post sul suo profilo FB sono scaturite una serie di insulti e minacce gravi contro di me. Commenti che non sono stati in alcun modo censurati né in pubblico né in privato da nessuno del M5S". È soprattutto la mancanza di solidarietà a colpire la deputata: "Nonostante tutti sappiano che io sia affetta da disabilità grave e che, quindi, le minacce riguardano non solo me ma anche chi mi accompagna nella vita pubblica e privata. Mi sarei aspettata una maggiore solidarietà umana".