spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

giovedì 24 ottobre 2013

NSA, IL GRANDE FRATELLO AMERICANO. ORWELL AVEVA INTUITO BENE.

Datagate: “Nsa spia governo italiano”. E anche gli inglesi, “con ok dei nostri servizi”

Le rivelazioni di Glenn Greenwald, il "custode" dei dati di Snowden, all'Espresso. Sotto controllo i cavi sottomarini di fibra ottica. Anche i britannici, con il programma Tempora in accordo con i nostri apparati, raccoglierebbero dati su "aziende, politici e uomini di Stato" del nostro Paese. E non solo per la "lotta al terrorismo".

Siamo tutti spiati e controllati dal grande fratello, in primis me medesimo
Datagate: “Nsa spia governo italiano”. E anche gli inglesi, “con ok dei nostri servizi”
Greenwald rivela che l’attività di spionaggio globale viene svolta attraverso l’intercettazione di tutti i dati trasferiti da tre cavi sottomarini in fibre ottiche che hanno terminali in Italia. Il primo è il SeaMeWe3, con “terminale” a Mazara del Vallo. Il secondo è il SeaMeWe4, con uno snodo a Palermo. Città da cui transita anche il flusso di dati del Fea (Flag Europe Asia).
Il nostro Paese non è stato soltanto nel mirino del sistema Prism creato dagli 007 statunitensi. Con un programma parallelo e convergente chiamato Tempora, afferma ancora Greenwald, anche l’intelligence britannica ha spiato i cavi di fibre ottiche che trasportano telefonate, mail e traffico Internet. Le informazioni rilevanti venivano poi scambiate con l’Nsa americana. E i servizi segreti italiani, secondo il giornalista, hanno avuto un ruolo nella raccolta di metadati. I documenti, sostiene, affermano che i nostri apparati di sicurezza avevano un “accordo di terzo livello” con l’ente britannico che si occupava di spiare le comunicazioni.
All’Espresso, Greenwald spiega che dai file di Snowden risulta che la scrematura dei dati raccolti dall’intelligence britannica segue criteri spregiudicati, che non riguardano solo la lotta al terrorismo. Anzi, la licenza di spiare concessa dalle autorità britanniche è vastissima e consente di tenere sotto controllo aziendepolitici e uomini di Stato. Gli inglesi infatti selezionavano telefonate e mail utili a individuare “le intenzioni politiche dei governi stranieri”. Nella lista delle priorità di Londra c’è poi il contrasto alla proliferazione, ossia alla diffusione di armi nucleari, batteriologiche o chimiche nelle nazioni ostili. Ma sotto questa voce possono essere incluse anche le cessioni di tecnologie avanzate, militari o comunque con potenzialità belliche: un capitolo in cui possono essere inserite le trattative commerciali lecite condotte da aziende italiane verso paesi arabi.
Quante volte queste informazioni sono state utilizzate per danneggiare i rivali delle imprese britanniche? Altri documenti su Tempora fanno esplicitamente riferimento alla possibilità di cercare dati che sostengano “il benessere economico dell’Inghilterra”. Nell’elenco delle comunicazioni da esaminare sono poi citati “i gravi reati economici”: uno spettro ampio, poiché moltissime attività finanziarie internazionali e italiane passano dalla City. Quindi c’è il contrasto al traffico di droga: un altro punto che può giustificare irruzioni nelle conversazioni italiane. Infine la “posizione dei governi stranieri su determinate questioni militari”. Anche in questo caso, si possono ipotizzare inserimenti nelle telefonate dei nostri ministri: basta ricordare i contrasti tra Roma e Londra nella prima fase dell’intervento in Libia due anni fa.
ndr: che gli USA intercettino le telefonate dei cosiddetti alleati è una vergogna di proporzioni inaudite, una volta si sarebbero rotte le relazioni diplomatiche. Ma se gli USA ci facessero sapere il contenuto delle telefonate fatte dalla Merkel in questi anni ai nostri vertici dello Stato gliene saremmo infinitamente grati