spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 30 dicembre 2013

Il Papa: «Gesù fu un profugo, è un dovere accogliere i migranti»

Papa Francesco: “Anche Gesù fu profugo, è un dovere accogliere i migranti”

"Mentre fissiamo lo sguardo sulla Santa Famiglia di Nazaret nel momento in cui è costretta a farsi profuga, pensiamo al dramma di quei migranti e rifugiati che sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento"

Papa Francesco: “Anche Gesù fu profugo, è un dovere accogliere i migranti”
“Perciò – ha spiegato Francesco ai fedeli presenti in piazza San Pietro – mentre fissiamo lo sguardo sulla Santa Famiglia di Nazaret nel momento in cui è costretta a farsi profuga, pensiamo al dramma di quei migranti e rifugiati che sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento. Ma pensiamo anche agli ‘esiliati’ che possono esserci all’interno delle famiglie stesse: gli anziani, per esempio, che a volte vengono trattati come presenze ingombranti. Molte volte penso che un segno per sapere come va una famiglia è vedere come si trattano in essa i bambini e gli anziani”. Parole che richiamano alla mente i gesti compiuti dal Papa a Lampedusa l’8 luglio scorso per condannare “la globalizzazione dell’indifferenza” davanti alla continua tragedia degli immigrati morti in mare.
Papa Francesco, che nei primi giorni del nuovo anno annuncerà i nomi dei suoi primi cardinali, ha spiegato che il concistoro di febbraio e il sinodo di ottobre si occuperanno proprio del tema della famiglia. “Il prossimo Sinodo dei vescovi – ha affermato Bergoglio – possa ridestare in tutti la consapevolezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia, la sua bellezza nel progetto di Dio”. E il Papa ha voluto “anche incoraggiare le famiglie a prendere coscienza dell’importanza che hanno nella Chiesa e nella società”. Come, infatti, ha scritto nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, “la famiglia attraversa una crisi culturale profonda, come tutte le comunità e i legami sociali. Nel caso della famiglia, la fragilità dei legami diventa particolarmente grave perché si tratta della cellula fondamentale della società, del luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dove i genitori trasmettono la fede ai figli. Il matrimonio tende a essere visto come una mera forma di gratificazione affettiva che può costituirsi in qualsiasi modo e modificarsi secondo la sensibilità di ognuno. Ma il contributo indispensabile del matrimonio alla società – ha concluso il Papa – supera il livello dell’emotività e delle necessità contingenti della coppia. Come insegnano i vescovi francesi, non nasce ‘dal sentimento amoroso, effimero per definizione, ma dalla profondità dell’impegno assunto dagli sposi che accettano di entrare in una comunione di vita totale’”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/29/papa-francesco-anche-gesu-fu-profugo-e-un-dovere-accogliere-i-migranti/827254/