spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

giovedì 26 dicembre 2013

RINVIATA LA DECISIONE SUL DEPOSITO FISSO

Rifiuti nucleari: perché la politica li ignora?
Si rinvia la decisione sul deposito permanente, mentre non esiste un'Autorità regolamentatrice
Antonio Sileo
24/12/2013





Per l'effetto combinato delle campagne per l'acqua “bene comune” e del disastroso incidente nucleare di Fukushima, l'esito plebiscitario del referendum del 12 e 13 giugno 2011, ha interrotto una lunga serie di quorum mancati: ha votato il 54% degli aventi diritto con una maggioranza di Sì superiore al 94%. Dopo tale risultato, di produrre energia da fonte elettronucleare, almeno sul suolo patrio, non ne dovremmo sentire parlare per un bel po'. Ciò, però, non significa affatto che la questione nucleare italiana possa dirsi chiusa. Resta, infatti, il fardello della passata avventura nucleare: abbiamo ancora moltissimi rifiuti nucleari da smaltire e - al contrario di quanto prescrive l'Europa - non abbiamo un'Autorità che regolamenti il settore dello smantellamento e del deposito. Il risultato? Maggiori costi per il consumatore, come al solito.

In Italia, alla data dell'incidente di Chernobyl (il 26 aprile 1986), erano in funzione solo tre reattori (Latina, Trino e Caorso), due in costruzione (Montalto di Castro) e due da poco ordinati (Trino) e va ricordato che, benché il reattore sovietico fosse diverso da quelli occidentali e la causa dell'incidente andasse ricercata nell'errore umano durante un esperimento mal condotto, il nostro fu l'unico Paese che decise la completa uscita dal nucleare. L'epilogo ufficiale fu nel 1990, quando la Camera chiese al Governo Andreotti di «chiudere definitivamente le centrali elettronucleari di Caorso e Trino Vercellese». La centrale di Borgo Sabotino (Latina) era già ferma dal novembre 1986, mentre quella sul fiume Garigliano, comune di Sessa Aurunca (Caserta), era disattivata già dal marzo 1982. Restavano da pagare i costi per la chiusura prematura degli impianti e l'annullamento degli ordini: più di 15.000 miliardi di vecchie lire.



http://www.linkiesta.it/rifiuti-nucleari-soluzioni