spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 17 luglio 2013

Se, come e quando si giungerà a un taglio degli arsenali di morte

Obama, falso disarmo nucleare: bombe per 11 miliardi



«Noi potremo continuare a garantire la sicurezza degli Stati Uniti d’America e dei nostri alleati, e mantenere un forte e credibile deterrente nucleare, anche riducendo sino ad un terzo il numero delle armi strategiche installate». Il presidente Barack Obama sceglie Berlino e la porta di Brandeburgo per perorare un nuovo accordo con la Russia sul numero delle testate da stoccare. «Dobbiamo ridurre i nostri arsenali rispetto al livello stabilito dal trattato “Start” (Strategic Arms Reduction Treaty) per dare a noi stessi, alle altre potenze atomiche e a tutto il pianeta l’esempio della possibilità di convivere in pace», ha aggiunto Obama. L’umanità però dovrà vivere ancora a lungo con l’incubo dell’apocalisse atomica. «Prenderemo in considerazione l’uso di armi nucleari solo in circostanze estreme, per difendere gli interessi vitali del nostro paese e dei nostri partner», avverte in conclusione il presidente-Nobel della Pace.

Il caccia F-35, vettore di ordigni nucleari
Se, come e quando si giungerà a un taglio degli arsenali di morte è tutto da vedere. A Washington molti congressisti e i vertici delle forze armate guardano con ostilità alle proposte di “disarmo” dell’amministrazione. «Errate e pericolose», le hanno prontamente bollate i senatori repubblicani John McCain e Lindsey Graham. Per il presidente del comitato sulle forze armate della Camera dei deputati, Buck McKeon, negoziare con i russi un nuovo accordo sul controllo delle armi atomiche è un «desiderio» del presidente del tutto «inaccettabile». E si fa notare altresì che il bilancio militare di previsione per il 2014, approvato lo scorso 5 giugno, pone nei fatti un veto a riduzioni degli arsenali oltre a quelli previsti dal cosiddetto “New Start”, sottoscritto da Stati Uniti e Russia nell’aprile 2010. L’accordo, in particolare, prevede che le due superpotenze riducano da 2.500 a 1.550 il numero di testate possedute entro il 2018. In cambio, però, il “New Start” non prevede limiti alle armi stoccate classificate come “tattiche” o a “corto raggio”. Il numero di queste ultime armi di distruzione di massa è stimato oggi in 2.700 per gli Stati Uniti e 2.680 per la Russia.
«Anche se Washington guarda con interesse ad una trattativa con Mosca per ridurre le testate nucleari strategiche di un terzo, le forze armate Usa continueranno a fare investimenti per sostenere lo sviluppo di queste armi e delle piattaforme destinate al trasporto», ha precisato il segretario alla difesa Chuck Hagel. «Il Pentagono manterrà la cosiddetta triade di bombardieri, missili balistici sottomarini e missili intercontinentali, per assicurare agli Stati Uniti una deterrenza nucleare efficiente e credibile». E nella stessa giornata dell’annuncio di Obama a Berlino, il dipartimento della difesa ha reso pubblico il nuovo rapporto sulla “strategia di utilizzo del nucleare”, il primo redatto sul tema da più di dieci anni a questa parte. Nel McCain e Obamadocumento, la minaccia di guerra nucleare globale viene definita «remota», mentre il «rischio di un attacco nucleare è invece cresciuto».
«La più grande minaccia immediata è rappresentata oggi dal terrorismonucleare», scrive il Pentagono. Per fronteggiare i nuovi pericoli (Iran e Corea del Nord i due paesi chiamati in causa come principali responsabili della proliferazione nucleare), gli strateghi invocano ulteriori stanziamenti finanziari, così da «mantenere la capacità di proiettare a distanza la forza nucleare con i bombardieri pesanti e i caccia doppio-uso». A partire del 2020, l’Us Air Force si doterà di un centinaio di nuovi bombardieri d’attacco a largo raggio, in grado di trasportare armi nucleari. Lo scorso anno l’amministrazione Obama ha inoltre varato un programma di “estensione della vita” di circa 400 bombe nucleari a caduta libera del tipo B61, denominato “Stone Axe” (ascia di pietra). Queste testate saranno dotate dalla Boeing di un sistema di guida di precisione e direzione. Allo “Stone Axe” il Congresso ha autorizzato per il prossimo anno la spesa di 537 milioni Bombe atomiche B-61di dollari, ma l’intero programma per le B61 costerà non meno di 11 miliardi di dollari.
La metà di queste testate a caduta libera sono stoccate attualmente all’interno di alcune basi Usa in Europa. Anche se alla Porta di Brandeburgo il presidente Obama ha annunciato di voler lavorare a fianco degli alleati Nato per «raggiungere la riduzione degli armamenti tattici nucleari di Usa e Russia in Europa», il dipartimento della difesa ha inteso precisare che il tema non sarà all’ordine del giorno del nuovo round d’incontri con il Cremlino. In Italia è stimata la presenza di una novantina di bombe atomiche B61 nelle basi aeree di Aviano (Pordenone) e Ghedi di Torre (Brescia). Si tratterebbe in particolare di tre sottomodelli con differenti potenze massime di distruzione: le B61-3 da 107 kiloton, le B61-4 da 45 kiloton e le B61-10 da 80 kiloton. Con il miliardario programma di estensione vita, le testate saranno riadattate per essere trasportate e teleguidate dai cacciabombardieri F-35 in via di acquisizione dalle forze armate di Stati Uniti e Italia.
(Antonio Mazzeo, “Il falso diosarmo nucleare di Barack Obama”, dal blog di Mazzeo del 21 giugno 2013).