spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

sabato 12 ottobre 2013

BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI, BEATO LUI

«Affidamento a casa»:
Berlusconi prova a rilanciare

I legali del Cavaliere giocano la carta dei colloqui con l’assistente sociale. Giorni decisivi per la scelta sul futuro dell’ex premier.






ROMA - Ieri Storace, leader della Destra, sale a palazzo Grazioli e propone a Berlusconi: «Vieni a fare i servizi sociali al Giornale d’Italia . Potresti occuparti della raccolta pubblicitaria, sei un professionista». E Berlusconi? «Ha risposto che valuterà».
 
Berlusconi e i servizi sociali.
Dopo l’annuncio che il presidente Pdl ha deciso di scontare il suo anno di condanna con l’«affidamento in prova» in una struttura che si occupa del prossimo, gli offerenti crescono. Alcuni vorrebbero Berlusconi a lavorare al loro fianco per realizzare un contrappasso, quasi una «vendetta» politica. Gino Strada lo inserirebbe volentieri in Emergency, in Sudan o a Kabul. Però: «Non gli farei amministrare i conti». Valentino Porcile, parroco del borgo genovese di Sturla lo vedrebbe fra i suoi ragazzi di strada: «Preparo io un programmino...». Ma ci sono anche Nessuno tocchi Caino e Non c’è pace senza giustizia, gestite dai radicali, oggi alleati di Berlusconi per i referendum. C’è il Ceis degli eredi di don Picchi, che accolse a suo tempo l’avvocato di Berlusconi, Cesare Previti, ai servizi sociali. 
Capita in Italia, che gli avvenimenti si trasformino in folklore. In realtà, sono al lavoro gli avvocati, che ignorano sottili rivincite e divertimenti e cercano di individuare il vantaggio per il cliente. Ed è al lavoro, sul tema, uno dei «falchi» Pdl, Denis Verdini. Intanto, l’avvocato Coppi vorrebbe Berlusconi a Roma, vicino a sé e alla politica e l’avvocato Ghedini lo vorrebbe a Milano, vicino a sé e alle aziende. Ma Roma dovrebbe prevalere, Berlusconi ha appena spostato la residenza a palazzo Grazioli e Coppi sembra avere in testa una sua strategia. Ha dichiarato, per esempio: «Potrebbe anche trascorrere il tempo con un’assistente sociale che poi attesti l’avvenuto recupero».
Un’altra ipotesi è che si trovi per Berlusconi un «lavoro di pubblica utilità» nella sua residenza, come ad esempio la stesura di un programma economico per le fasce più deboli della popolazione. Resterebbe a casa, come negli arresti domiciliari, ma dopo le ore di lavoro stabilite avrebbe la libertà di uscire. Si sta inoltre studiando se l’attività politica non sia in sé e per sé un’attività di carattere sociale, un lavoro adatto al reinserimento nella società. Motivazione di base: queste soluzioni eviterebbero il problema di andare in giro a fare del bene con una doppia scorta, quella di Stato e quella personale. Poi, ci sono le soluzioni di famiglia: la Fondazione Onlus Milan, la casa di riposo Mortara (Pavia), già ricovero della zia suora, l’ospedale San Raffaele. Eppure... 
Berlusconi (Ansa)Berlusconi (Ansa)
Tutto questo sembra un cibo senza un ingrediente fondamentale. Perché la procedura non consegna nelle mani di Berlusconi la scelta del luogo dove «scontare» i servizi sociali. Entro il 15 ottobre, martedì prossimo, dovrà essere depositata presso la Procura di Milano la scelta fra domiciliari e servizi sociali. Se l’opzione sarà questa seconda, verrà avviata un’attività istruttoria dall’Uepe (ufficio di esecuzione penale esterna). Berlusconi incontrerà più volte gli assistenti sociali. In teoria, l’accesso ai servizi sociali dovrebbe essere negata se non c’è ravvedimento, se non c’è una volontà riparativa rispetto all’azione commessa (ma Berlusconi si dichiara condannato innocente). Sulla base dell’istruttoria, un giudice del tribunale di sorveglianza farà la relazione al collegio e (si suppone nella prossima estate) ci sarà la decisione. «Il tribunale deciderà in piena autonomia dove mandare Berlusconi», dice un altro dei suoi legali, Piero Longo. Ma certamente le proposte di Berlusconi avranno un peso. Potrebbe esserci buona disposizione, visto il clamore della vicenda, ma i giudici potrebbero non avallare soluzioni troppo agevoli per il condannato. 
Le richieste di avere Berlusconi fra i propri volontari continuano ad arrivare. Sono noti gli inviti di don Mazzi e dell’ex leader del Movimento studentesco di Milano, Mario Capanna. Ma c’è anche Il tappeto di Iqbal, circo di strada napoletano: «Berlusconi potrebbe andare in scena con le barzellette...». Le Banche del Tempo, con la presidente Marialuisa Petrucci: «So che lei canta benissimo, può se vuole dare un’ora di lezioni di canto o cantare in cambio di un’ora di lezioni di economia». La palestra Star Judo Club di Scampia a Napoli. 
Don Vinicio Albanesi, animatore della comunità di Capodarco, prevede: «Gli troveranno qualche ufficio, ente, iniziativa dove si sta comodi, con giornali, telefoni, internet, magari vicino a casa. Le differenze si sperimentano anche nelle misure alternative».