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lunedì 21 ottobre 2013

CONTINUA LA POLITICA DEL RIGORE TEDESCA

Merkel: Modificare i Trattati europei, più rigore e meno sovranità per gli Stati membri

Domenica 20 Ottobre 2013 21:12
Scritto da Avonaco










Cambiano gli equilibri politici in Germania, ma rimane monolitica la visione economica che Berlino vuole imporre all'intera UE. Il rigore nei conti intimato agli Stati dell'Eurozona, nonostante l'inizio dei negoziati per un governo a larghe intese tra lo schieramento della cancelliera Merkel (CduCsu) ed il socialdemocratico Spd,  si conferma il caposaldo delle politiche economiche Neoclassiche imposte dalla virtuosa Germania all'intera Comunità europea. 
Secondo il quotidiano tedesco Der Spiegel, la cancelliera Angela Merkel, in vista del Consiglio Europeo del prossimo 24 e 25 ottobre, sarebbe in procinto di chiedere modifiche ai Trattati europei per aumentare i poteri della Commissione riguardo bilanci, scadenze e politiche economiche adottate dagli Stati aderenti. Nello specifico si starebbe lavorando per introdurre delle variazioni al Protocollo 14 dei Trattati che sancirebbero ulteriori cessione di sovranità da parte dei vari Paesi membri in cambio del sostegno economico, concesso dagli appositi fondi internazionali, in caso di difficoltà. Stando sempre a quanto riferito dal quotidiano, la cancelliera avrebbe già presentato le modifiche al presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ipotizzando, inoltre, l'introduzione di un ministro delle Finanze dell'Euro.
Un'iniziativa, quella della Merkel, che potrebbe trovare la resistenza da parte dei cosìdetti 'Stati del Sud' in cui, negli ultimi anni, la promessa di crescita in cambio di rigore ed austerità è stata più volte tradita. E' innegabile, quanto tangibile ad ognuno di noi, come le linee guida imposte dall'UE sotto la supervisione tedesca si siano dimostrate, ora come non mai, deludenti e poco efficaci. Viene da chiedersi: se l'Economia, nonostante la sua imperfezione, viene considerata una Scienza, non andrebbe giudicata in base ai 'risultati'? Se è così, come devono essere valutati questi ultimi? Di sicuro il buon senso porterebbe a dedurre logicamente che il giusto parametro sia quello della prosperità e del benessere su larga scala di chi usufruisce di tali sistemi economici. L'attuale èlite politica europeista, nonostante la mancanza di questo fondamentale presupposto, sembra procedere così diritta verso i propri obiettivi, incurante dei danni e delle disastrose lacune lasciate nelle economie e nel tessuto sociale del Vecchio Continente.

Avonaco - Agenzia Stampa Italia

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