spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 9 ottobre 2013

LA FOLLIA DI EX DC CHE SALUTAVA CON LE STRETTE DI MANO

Trivelle in libertà nelle viscere della Basilicata





L’ex senatore Romualdo Coviello
Dopo la presa di posizione dei Gruppi di minoranza al comune di Viggiano sull’accordo del gas, o meglio sulla “bufala” del gas, così come i Gruppi consiliari hanno definito l’accordo ENI- comune di Viggiano, la vera “presa per culo” per i valligiani, ecco il proclama l’ex senatore ed attuale consigliere comunale a Viggiano, Romualdo Coviello il quale replica ai dissidenti consiglieri “è grave per una regione come la Basilicata dotata di consistenti risorse fossili, più di ogni parte d’Italia che non colga la necessità di approfondire la conoscenza sul patrimonio fossile esistente nelle viscere della nostra regione“…
Ed ancora Coviello aggiunge”…si vietano finanche le attività di ricerca per valutazione delle riserve petrolifere, come farebbe qualsiasi imprenditore in difficoltà e con un azienda in crisi che vuol riprendersi ripartendo dalle sue capacità patrimoniali e dalle sue reali opportunità“. Per condire poi questa sua affermazione riportata oggi sulla Nuova del Sud egli stesso definisce questo proclama “green economy“.
L’ex senatore e consigliere comunale Coviello, mediatore in passato sulle questioni acqua, sul fantomatico parco dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, ed oggi sul petrolio, rilancia dunque un tavolo delle trattative per il “new memorandum“. Egli vuole le “trivelle in libertà” con il raddoppio delle estrazioni in Val d’Agri, nella valle del Sauro e sull’intero territorio regionale. Come?.
In Basilicata, dopo la fase di ricerca, il decreto attuativo del famigerato articolo 16 della legge sulle liberalizzazioni, in sostanza auspica il via libera alle perforazioni ed estrazioni di greggio. Altrimenti che senso  ha cononoscere cosa c’è “nelle viscere della regione” – come afferma l’ex senatore Coviello -per poi non estrarre il petrolio?

Più che da politico, pur se navigato, il suo linguaggio sembrerebbe tipico di un manager aziendale alle prese con la burocrazia accusata di bloccare lo sviluppo. Non di un piccolo imprenditore di un azienda crisi, ma di un azienda ad esempio come l’ENI, che naviga in acque più tranquille rispetto a tanti piccoli imprenditori colti dalla crisi. Un linguaggio non appropriato dunque quello di Coviello. Oppure no?
E’ vero però che i lucani sembrano ben adattati ai doppi ruoli ed ai conflitti d’interesse in una regione dove la politica naviga a vista e cambia opinioni dal giorno alla notte.
E su questo aspetto faremo torto all’ex senatore se non citassimo anche le dichiarazioni del neo candidato a governatore regionale, Marcello Pittella, il quale, sempre oggi, ha dichiarato: “non daremo nuove concessioni nè in terra nè in mare…c’è la volontà precisa al diniego per nuove concessioni e questa volontà non può essere disconosciuta dai Ministeri“.
Forse sarebbe necessario che qualche funzionario di buona volontà chiarisse che prima delle”concessioni” petrolifere ci sono le “istanze di ricerca” e poi i “permessi di ricerca”. Solo in ultimo esse si trasformano in “concessioni”.
Gli iter di autorizzazione sono quindi graduali, a meno chè, come ha fatto la Total di recente, non si voglia saltare la fase delle istanze dei permessi per chiedere direttamente “l’ampliamento di concessione”. La Total ha chiesto infatti alla Regione Basilicata l’ampliamento della concessione Gorgoglione, chiedendo di estendere il diritto di superficie (e quindi di sottosuolo) dalla Valle del Sauro a quella del Basento.
I dinieghi di Intesa della Regione Basilicata sulle “istanze e permessi di ricerca” sin ora rilasciati (sono 5) si riferiscono alle nuove istanze e permessi di ricerca rilasciati in base alla cosiddetta moratoria bluff dell’ex governatore De Filippo, votata dal Consiglio Regionale la scorsa consiliatura. La Corte Costituzionale ha bocciato l’articolo della legge regionale sulla “moratoria petrolifera” su ricorso del governo, giudicandolo incostituzionale.
L’ultimo baluardo che le compagnie petrolifere vogliono cancellare è perciò il Titolo V della Costituzione che attribuisce alle Regioni il potere di decidere di negare le Intese istituzionali sul petrolio ed i pareri ambientali VIA (L.R.47/98).
Ed è quello che chiedereranno di fare al governo le compagnie pertrolifere, se le istituzioni regionali non difenderanno, assieme ai cittadini, il territorio regionale dall’invasione delle trivelle in libertà auspicate da Coviello.

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