spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 3 dicembre 2013

A KIEV MANIFESTAZIONI DEGLI EUROPEISTI

Ucraina, 100mila europeisti sfidano il divieto a manifestare

Kiev nel caos: in piazza la folla più imponente vista dai tempi della Rivoluzione arancione. A Parigi le Femen urinano sulla gigantografia di Ianukovich


Ma le proteste non si fermano. In tutta l’Ucraina migliaia di persone stanno protestando da dieci giorni contro la decisione del governo di congelare la firma di un accordo di associazione con Bruxelles. Ancora oggi oltre 100mila persone si sono riunite a Kiev per ribadire il proprio "no" alla politica portata avanti dal governo.

Il voltafaccia di Ianukovich all'Unione europea sta scatenando le manifestazioni più importanti dai tempi della rivoluzione arancione filo occidentale del 2004. Il tribunale amministrativo di Kiev ha deciso di vietare, fino al 7 gennaio, manifestazioni in numerose aree nevralgiche della capitale, tra cui la centralissima Maidan Nezalezhnosti (piazza Indipendenza) dove per dieci giorni si sono riuniti i dimostranti europeisti finché, ieri mattina, la polizia non li ha sgomberati a manganellate. Ma nemmeno il pugno duro del governo servirà a fermare le manifestazioniche proseguiranno nella piazza antistante il monastero di San Michele, dove da ieri si è spostata la protesta. Questa mattina un corteo organizzato dall’opposizione è partito dal parco Taras Shevchenk, proprio di fronte all’università Shevchenko, per tornare a protestare contro Ianukovich. Numerosi simpatizzanti dell’opposizione sono arrivati a Kiev da Leopoli, città dell’Ucraina occidentale dove forti sono le pulsioni nazionaliste e quelle filo-occidentali in chiave anti-russa. Sfidando il divieto di manifestare, al grido di "Rivoluzione, rivoluzione", "l’Ucraina è l’Europa" e "Gloria all’Ucraina", numerosi attivisti filo europei si sono fermati proprio in Maidan Nezalezhnosti e hanno abbattuto le transenne metalliche intorno all’albero di Natale. "Abbasso la gang!", uno degli slogan più ripetuti dalla folla più imponente vista a Kiev dai tempi della Rivoluzione arancione, che sventolava migliaia di bandiere giallo-blu ucraine.

Il premier Mykola Azarov ha annunciato che Yanukovich si recherà presto a Mosca per discutere di un rafforzamento dei rapporti economici, dopo il "no" al trattato di associazione con l’Ue dettato proprio dalla necessità di scongiurare un boicottaggio commerciale da parte di Mosca. "Yanukovich vuole firmare una roadmap per la cooperazione che presuppone il ritorno alla normalità nei rapporti economici e commerciali", ha aggiunto Azarov senza, tuttavia, precisare la data della visita che avverrà sulla via del ritorno da una missione in Cina prevista da martedì a venerdì prossimi. Lo stesso Yanukovich ha diffuso una dichiarazione in cui ha ribadito che lascia aperta la porta a un futuro accordo con l’Unione europea. "Farò tutto quanto è in mio potere per accelerare il processo di avvicinamento di Kiev all’Ue", ha affermato in una nota diffusa per l’anniversario del referendum che, nel 1991, portò all’indipendenza.
Ma le proteste non si fermano. In tutta l’Ucraina migliaia di persone stanno protestando da dieci giorni contro la decisione del governo di congelare la firma di un accordo di associazione con Bruxelles. Ancora oggi oltre 100mila persone si sono riunite a Kiev per ribadire il proprio "no" alla politica portata avanti dal governo.

Il voltafaccia di Ianukovich all'Unione europea sta scatenando le manifestazioni più importanti dai tempi della rivoluzione arancione filo occidentale del 2004. Il tribunale amministrativo di Kiev ha deciso di vietare, fino al 7 gennaio, manifestazioni in numerose aree nevralgiche della capitale, tra cui la centralissima Maidan Nezalezhnosti (piazza Indipendenza) dove per dieci giorni si sono riuniti i dimostranti europeisti finché, ieri mattina, la polizia non li ha sgomberati a manganellate. Ma nemmeno il pugno duro del governo servirà a fermare le manifestazioniche proseguiranno nella piazza antistante il monastero di San Michele, dove da ieri si è spostata la protesta. Questa mattina un corteo organizzato dall’opposizione è partito dal parco Taras Shevchenk, proprio di fronte all’università Shevchenko, per tornare a protestare contro Ianukovich. Numerosi simpatizzanti dell’opposizione sono arrivati a Kiev da Leopoli, città dell’Ucraina occidentale dove forti sono le pulsioni nazionaliste e quelle filo-occidentali in chiave anti-russa. Sfidando il divieto di manifestare, al grido di "Rivoluzione, rivoluzione", "l’Ucraina è l’Europa" e "Gloria all’Ucraina", numerosi attivisti filo europei si sono fermati proprio in Maidan Nezalezhnosti e hanno abbattuto le transenne metalliche intorno all’albero di Natale. "Abbasso la gang!", uno degli slogan più ripetuti dalla folla più imponente vista a Kiev dai tempi della Rivoluzione arancione, che sventolava migliaia di bandiere giallo-blu ucraine.

Il premier Mykola Azarov ha annunciato che Yanukovich si recherà presto a Mosca per discutere di un rafforzamento dei rapporti economici, dopo il "no" al trattato di associazione con l’Ue dettato proprio dalla necessità di scongiurare un boicottaggio commerciale da parte di Mosca. "Yanukovich vuole firmare una roadmap per la cooperazione che presuppone il ritorno alla normalità nei rapporti economici e commerciali", ha aggiunto Azarov senza, tuttavia, precisare la data della visita che avverrà sulla via del ritorno da una missione in Cina prevista da martedì a venerdì prossimi. Lo stesso Yanukovich ha diffuso una dichiarazione in cui ha ribadito che lascia aperta la porta a un futuro accordo con l’Unione europea. "Farò tutto quanto è in mio potere per accelerare il processo di avvicinamento di Kiev all’Ue", ha affermato in una nota diffusa per l’anniversario del referendum che, nel 1991, portò all’indipendenza.