spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 4 dicembre 2013

"FIUMIINPIENA" DENUNCIA LA CONVIVENZA TRA LO STATO E IL SISTEMA CRIMINALE.

Terra dei Fuochi, bruciare i rifiuti era legale! Ecco le novità del decreto. Fiumeinpiena in piazza contro Esercito e commissari


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A cura di Maria Romano

Terra dei Fuochi, è stato approvato il decreto legge. Numerose le novità: innanzitutto viene introdotto nell’ordinamento italiano il reato di combustione dei rifiuti, il che fa pensare che nel passato fosse un’attività legale; è inoltre stabilita la perimetrazione delle aree agricole interessate e della campagna ed entro 150 giorni tutti i terreni saranno controllati. A presidiare ci saranno i militari, circostanza che fa già infuriare le associazioni ambientaliste che hanno manifestato in questi mesi “Militari a Napoli? No grazie. No a leggi speciali. No alla militarizzazione del territorio”, dice infatti il movimento #fiumeinpiena che tornerà in piazza il 6 dicembre, stavolta per protestare contro l’invio dell’Esercito che nella giornata odierna dovrà essere approvato dal Governo Letta. I comitati terranno un presidio sotto la prefettura di Napoli dalle 16. “Le leggi speciali e i commissariamenti hanno consentito l’aggiramento, con protezione militare, delle leggi ordinarie –  spiega una nota di #fiumeinpiena -Carenti che fossero, erano comunque leggi, perciò erano d’intralcio al sistema criminale”. Il movimento denuncia che “arbitrii inconcepibili contro le leggi ordinarie sono stati commessi in nome delle leggi speciali. Per questo – si spiega – rifiutiamo la proroga del commissariamento, inserita nel Decreto del Fare, a tempo indeterminato della Campania e delle situazioni in emergenza. Discariche, finte bonifiche, impianti di depurazione, nel loro insieme costituiscono uno dei più gravi crimini di Stato, di cui lo Stato sarà chiamato a dar conto”. Secondo il movimento i “militari in casa” non servono ad arginare la crisi, un provvedimento eccezionale quando servirebbero leggi di Stato ad hoc: “Vogliamo una legge nazionale onesta e concreta, – spiegano – con un fondo nazionale che finanzi il risanamento strutturale del territorio. Abbiamo sperimentato in questi anni la militarizzazione dei nostri territori – è l’accusa del movimento – ma il risultato è stato quello di consentire alle imprese criminali di fare quello che volevano, senza rendicontare a nessuno; sono, invece, state represse le legittime proteste”. La richiesta di #fiumeninpiena è quella di un controllo dal basso delle procedure di risanamento: “Il vero cambiamento – ripetono quelli del movimento – sta nell’ordinarietà delle misure: agire subito, coscientemente e soprattutto con la partecipazione attiva di chi, comitati e cittadini, si è per tanto tempo speso denunciando, studiando e affrontando, in prima persona, ogni giorno, il problema del Biocidio”. La paura è che “in nome di una nuova emergenza, con leggi speciali, le bonifiche finirebbero nelle stesse mani che hanno prodotto il disastro, questa volta con la casacca dei bonificatori”.