spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

martedì 3 dicembre 2013

LA UE BACCHETTA SACCOMANNI : LE MISURE ECONOMICHE MESSE IN CAMPO SONO INSUFFICIENTI

Debito, l'Ue accusa l'Italia: "Non state rispettando l'obiettivo"

Il commissario Ue ammette: "L'Italia ha buone intenzioni". Ma a Bruxelles domina lo scetticismo: "Deve rispettare la riduzione del debito". Il governo Letta sul banco degli imputati. A impensierire l'Unione europea sono le misure economiche messe in campo dal ministro Fabrizio Saccomanni.
Così, in una intervista alla Repubblica, il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn ha messo formalmente l'Italia sotto accusa perché potrebbe non rispettare l’obiettivo sulla riduzione del debito. "L’Italia deve rispettare un certo ritmo di riduzione del debito, e non lo sta facendo - ha spiegato Rehn - per farlo, lo sforzo di aggiustamento strutturale avrebbe dovuto essere pari a mezzo punto del pil e invece è solo dello 0,1%".
Dopo aver fatto esplodere la lite tra il vicepremier Angelino Alfano e il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il quotidiano di Ezio Mauro torna a caricare a testa bassa. L'obiettivo, va da sé, è sempre il premier Enrico Letta il cui governo è sempre più appeso a un filo sottile sottile. Insomma, il calvario dell'esecutivo è appena iniziato. Tanto che le parole d'accusa pronunciate da Rehn dalle pagine di Repubblica suonano come un macabro appello. Il commissario Ue ha infatti ricordato a Letta che, proprio a causa della mancata crescita, "l’Italia non ha margini di manovra e non potrà invocare la clausola di flessibilità". Tutt'altro discorso se si considera il deficit. Conti alla mano, Rehn ha, infatti, ammesso che "l’Italia è in linea, anche se di poco, con il criterio del 3%""Questo - ha continuato il commissario Ue - ha consentito al Paese di uscire dalla procedura per deficit eccessivo, che è importante per la sua credibilità sui mercati finanziari".
Rehn è fortemente impensierito dalle misure economiche avviate da Saccomanni. In primis, quelle contenute nella legge di Stabilità che, nei prossimi giorni, dovrà essere votata da Montecitorio. Sebbene da una parte il vicepresidente della Commissione europea affermi di aver preso nota delle "buone intenzioni del governo italiano su privatizzazioni e spending review", a Bruxelles sembra predominare lo scetticismo nei confronti di un governo che non è in grado di dare un impulso forte alla ripresa"Io ho il preciso dovere di restare scettico, fino a prova del contrario - ha concluso Rehn - in particolare per quanto riguarda i proventi delle privatizzazioni e i loro effetti sul bilancio del 2014".