spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 7 ottobre 2013

IL MOVIMENTO DI GRILLO CONDIZIONATO DALLE POLITICHE DEL GOVERNO NAZIONALE

"Io sono io e voi non siete un cazzo". Il caso Di Bello
di Michele Finizio



ALTRO CHE LOTTA AL SISTEMA, IL CAMBIAMENTO E LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA. IL CANDIDATO POTREBBE ESSERE UNA SCELTA VOLUTA
DALLO STAFF.



Il Movimento di Grillo in Basilicata è finito in pasto ai poteri forti. Lo avevo anticipato, alcune settimane fa, sulla mia bacheca fb. Ho posto domande scomode a Grillo, e, nella sua migliore tradizione, l’ho quasi insultato. Quel comico è la voce ventriloqua di qualcun altro. Pezzo di un ingranaggio più complicato delle sue battute banali. Adesso che Giuseppe Di Bello è fuori gioco, con manovre oscure che di democratico hanno nulla, l’altra mossa del comico giullare è imminente. “Per non creare fratture e spaccature nel Movimento lucano, i grillini non parteciperanno alle elezioni regionali in Basilicata”. E’ quello che vogliono certi poteri i quali hanno messo in guardia l’ambiguo genovese dal rischio di fare passi falsi in una regione “delicata” per certi equilibri. Quali equilibri? Quelli tra la politica e le multinazionali, tra L’Eni (lo Stato) e le istituzioni locali. E se così non è, c’è dell’altro, più semplicemente spiegabile senza ricorrere a ragionamenti dietrologici: a Grillo della Basilicata non gliene frega un cazzo. Per due ragioni fondamentali.
La prima riguarda “la paura dell’ignoto”. Sia il comico sia il suo mastino Casaleggio (il gatto e la volpe), non conoscono questa landa del sud, non hanno in mano le chiavi per interpretarla, la loro cultura nordista e affarista non aggancia la realtà di una Regione complessa. Il rischio che nulla possa essere sotto il loro controllo è alto. Se così è, fa bene chi manda a quel paese l’ambiguo genovese. La seconda è ancora più semplice della prima. Il Movimento parteciperà alle elezioni, con un candidato debolissimo che consente a Grillo di dire che il consenso è suo e solo suo e che “io sono io e voi non siete un cazzo”. Un candidato popolare e forte come Di Bello non poteva digerirlo il genovese finto democratico.



Anche se è ormai evidente che il M5S in Basilicata è ridotto al lumicino. Quindi? Torno a dire, chi vuole davvero il cambiamento adesso lasci stare sigle ed egoismi. Si faccia un fronte unico con gli ex grillini i quali, a questo punto, dovrebbero aver imparato la lezione. Si crei un’ampia coalizione di cambiamento nella quale Giuseppe Di Bello trovi lo spazio che altri gli hanno sottratto subdolamente e ingiustamente. In questi giorni, sul versante dei presunti movimenti alternativi al Pd-Pdl, assisto a scaramucce e divisioni su questioni tipo il sesso degli angeli. Qualcuno si assumerà la responsabilità di aver perso un’occasione storica.

fonte http://basilicata.basilicata24.it/editoriale/cazzo-vergogna-caso-bello-10507.php
Sab, 05/10/2013 - 10:08