spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

mercoledì 9 ottobre 2013

Troppa corruzione, evasione fiscale, economia informale diffusa, burocrazia lenta e rigida che aumenta a dismisura i costi per le imprese e scoraggia il commercio internazionale

Libertà economica, l’Italia sale nella classifica mondiale ma è 83esima

Fraser Institute: "Troppa corruzione, evasione fiscale, economia informale diffusa, burocrazia lenta e rigida che aumenta a dismisura i costi per le imprese e scoraggia il commercio internazionale"

L’indice 2013 si basa sui dati della prima metà del 2012, ma per l’Italia i giudizi sono degli evergreen: troppa corruzione, una massiccia evasione fiscale, la diffusione di “un’economia informale”, burocrazia lenta e rigida che aumenta a dismisura i costi per le imprese e scoraggia il commercio internazionale. Che, secondo il Fraser Institute, in Italia è diminuito progressivamente dal 2000 a oggi.
Il nostro Paese si posiziona così all’83esimo posto della classifica complessiva con 60,6 punti (+ 1,8 rispetto allo scorso anno, grazie anche ai tagli nella spesa pubblica), appena al di sopra della media mondiale che è di 59,6. “I diritti di proprietà – si legge nella parte che ci riguarda – sono assicurati, ma la loro garanzia è messa in difficoltà dalla lentezza delle procedure giudiziarie”.
A spartirsi il podio sono invece Hong Kong, Singapore e Australia. Solo due i Paesi europei nella top ten: Svizzera (quinto) e Danimarca (nono), entrambi fuori dall’euro.  Ma cosa emerge a livello mondiale dai dati? ”Dalla crisi del 2009 c’è stata una leggera ripresa, ma non coinvolge i Paesi occidentali, tranne eccezioni come Germania e Regno Unito”, spiega a ilfattoquotidiano.it Gabriele Guggiola, membro delCentro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi di Torino, partner italiano del Fraser Institute nella creazione della classifica. ”Emergono – continua Guggiola – sempre di più 3 gruppi di Paesi: alcuni africani, altri dell’ex Urss e alcuni Paesi arabi, dove però la libertà economica non è ancora seguita da una buona libertà politica”.
Ma a chi giova la libertà economica celebrata dal think tank canadese? La classifica ha più di un punto critico. Elogia la libertà fiscale e di investimento del Botswana (30esimo posto), primo produttore al mondo di diamanti, lo antepone alla Norvegia (31esimo) ma non considera che è estremamente povero e che 1 adulto su 4 ha l’Hiv (dati Treccani Altlante Geopolitico 2013). Stesso discorso per la Colombia (37esima): rispetto al Belgio (40esimo) spicca per libertà fiscale (70 punti contro 40) ma è doppiamente più corrotta. Eppure è più in alto anche della Francia (62esimo posto). Nonostante oggi nella repubblica sudamericana un terzo della popolazione viva in estrema povertà (fonte Fides). “Sì, ci sono vari paradossi – ammette Guggiola – e dipendono forse dal giudizio di chi ha raccolto i dati nei vari Paesi: in alcuni Paesi sviluppati forse è più severo”.