spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

lunedì 9 dicembre 2013

IN ITALIA UN EURO A PIU' VELOCITA'

Cornuti e mazziati. Bankitalia: al Sud i prestiti costano di più e si pagano le tasse per i ricchi del Nord



A cura di Piero Bonito Oliva
 
Quanto costa alle imprese della Campania, e più in generale del Mezzogiorno, chiedere un prestito alle banche per operazioni commerciali? Tanto, troppo rispetto alle già ricche ed affermate aziende del Nord. A confermarlo gli ultimi studi effettuati dalla Banca d’Italia relativi all’anno in corso. Il bollettino statistico, aggiornato al giugno del 2013 e verosimilmente con tendenza simile per il secondo semestre, evidenzia infatti una netta differenza tra Settentrione e Meridione per i tassi d’interesse attivi sui fidi commerciali destinati ai settori produttivi, un margine che varia tra i 2 e 3 punti percentuali in media a sfavore del Sud. In parole povere, i tassi d’interesse sui prestiti che un’azienda di Napoli chiede agli istituti di credito costa (in media) quattro punti percentuali in più rispetto ad una per esempio di Treviso. Carte alla mano, secondo il Bolstat la media ponderata dei tassi nell’Italia Nord-Occidentale è di 5,85 contro l’impietoso 9,21 dell’Italia Meridionale e il 9,44 di media della Campania. Questo significa che ogni azienda nostrana dovrà restituire alle banche una somma di gran lunga superiore rispetto ad un potenziale fido erogato in Veneto. Numeri allarmanti che evidenziano un disagio imprenditoriale più volte palesato dagli stessi operatori. E, come se non bastasse, un ulteriore ricerca di via Nazionale sulla distribuzione del reddito getta ulteriore benzina sul fuoco. Uno studio di ottobre 2013 pone infatti l’accento sulla redistribuzione della tassazione tutta a favore delle Regioni centro-settentrionali. “Al Centro Nord il reddito è superiore di circa il 35 per cento rispetto a quello del Mezzogiorno – si legge nello studio della Banca d’Italia -. Il diverso livello dei redditi nelle due aree si riflette sull’aliquota media effettiva che nelle regioni meridionali è pari al 16,5 per cento, circa 3 punti percentuali in meno rispetto al resto del Paese. Pertanto al Centro Nord l’efficacia redistributiva della tassazione tramite l’aliquota media è superiore rispetto al Mezzogiorno”. Quindi le tasse che lo Stato ‘incassa’ dai cittadini vengono redistribuite in misura di gran lunga maggiore al Nord. Al Mezzogiorno, insomma, vanno gli spiccioli. La soluzione? Tocca agli economisti e soprattutto alla politica fornire le risposte adeguate. Mentre il revisionismo meridionalista sfonda nell’opinione pubblica facendo emergere la rabbia di chi abita nel Mezzogiorno e non vuole più diversità di trattamento.