spirito critico

PENSATOIO DI IDEE

venerdì 4 ottobre 2013

LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

Dal sangue di Lampedusa nasca una Carta del Futuro




Incredibile nella sua ipocrisia, il mainstream italiano – politica e media – non si fa scrupolo di criticare la sordità dell’Europa di fronte all’ennesima strage degli innocenti, a Lampedusa, continuando a tacere sulla strage economica che la stessa Europa sta organizzando ai danni di altri innocenti, i popoli dei paesi mediterranei, strangolati nella spirale senza fine del ricatto finanziario che produce povertà, disperazione e suicidi. «È stato molto significativo che il primo viaggio apostolico di Papa Francesco, a luglio, sia stato proprio a Lampedusa, lungo una riva che è snodo di tragedie planetarie, tradotte in infinite tragedie umane individuali», scrive Giulietto Chiesa, presidente del laboratorio politico “Alternativa”. «Si attende ancora, invece, un risveglio di tutte le classi dirigenti europee, che però, in quelle acque, vedrebbero rispecchiarsi le proprie facce, ossia le cause delle tragedie».

L’ultima catastrofe di Lampedusa, che di colpo aggiunge centinaia di migranti morti alle decine di migliaia di vite spezzate e dimenticate degli Lampedusa, migrantiultimi decenni, «ci ricorda in un grido dilaniante che i problemi del mondo ci toccano da vicino e non potranno essere più ignorati», continua Chiesa. «Le nostre spiagge sono raggiunte dai resti di bambini, donne, ragazzi trattati come cose, espulsi dalle guerre, da un’economia fondata sull’ingiustizia, da Stati distrutti per calcolo politico». Lutto nazionale: «Assisteremo a funerali che schiaffeggeranno le nostre coscienze: i seppellimenti di massa di bambini senza nome saranno troppo anomali per poterci riconciliare con le abitudini e con il solito sguardo che si volge da un’altra parte. Una parte del dramma sta nella nostra Giulietto Chiesalunga indifferenza».

Insieme ad “Alternativa”, Giulietto Chiesa si fa promotore di una proposta fortemente simbolica: misurarsi con la storia, in prossimità del centenario della Grande Guerra, per tentare di rimediare all’orrore che ci assedia, e di cui i naufraghi di Lampedusa sono le vittime più indifese. «Si avvicina ormai il 2014, l’anno che richiamerà la Prima Guerra Mondiale, iniziata esattamente cent’anni prima durante un’altra crisi distruttiva, poi proseguita in una catena secolare di sconvolgimenti che hanno modellato il mondo come lo conosciamo ora». Sin d’ora, dice Chiesa, «proponiamo che il centenario di quel conflitto sia l’occasione per proclamare l’Anno della Pace e della Riparazione, chiamando a raccolta autorità politiche, religiose, spirituali e mediatiche di tutto il mondo per scrivere la Carta del Futuro».